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Eric Prydz stupisce Londra con il suo HOLO

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Uno show così non l’avevo mai visto, vi racconto la mia esperienza Londinese

La decisione è arrivata così, fulminea, in un modo che non mi è assolutamente familiare.

Non appena saputo che Eric Prydz sarebbe stato presente con il suo grande show HOLO nella “vicina” Londra, ho deciso che per me sarebbe stata un’occasione unica per vederlo. Questa volta o mai più.

Approfittando della fortunata coincidenza di una giornata a casa dal lavoro, mi sono precipitato all’apertura delle prevendite su Ticketmaster – sito davvero congestionato – e poi su Skiddle, riuscendo ad ottenere un paio di biglietti non della prima fascia economica ma comunque dal prezzo allineato a quello dei normali grandi eventi…. Finalmente siete miei!

Ritornando alla ragione dopo questa momento di “pazzia”, sono andato a cercare le informazioni sull’evento, scoprendo che lo stesso si sarebbe tenuto durante il weekend “Bank Holiday” di fine Maggio (una delle festività nazionali Inglesi che vengono tipicamente unite al Weekend) e che la location sarebbe stata Finsbury Park, un grande parco non troppo lontano dalla zona centrale della City, e comunque ben servito dagli efficienti mezzi pubblici londinesi.

L’evento, chiamato “Steel Yard London” é un fratello minore del ben più grande Creamfields, mitico festival che si tiene in Agosto a Daresbury, (tra Manchester e Liverpool) ed ha la medesima organizzazione, firmata da Cream. Si tratta di una due giorni musicale di altissimo livello, con i “big names” di Eric Prydz e Carl Cox a svettare in questa edizione 2019, rispettivamente nelle serate di Sabato 25 e Domenica 26 Maggio.

Da quel giorno sono passati molti mesi, e l’arrivo puntuale via Royal Mail dei biglietti cartacei, mi preannunciava che tutto sarebbe andato bene. Eccomi quindi a Londra il 25 Maggio, all’uscita Finsbury Park della Piccadilly Line, pronto all’ingresso del mio primo Festival estero!


L’organizzazione ha una grande esperienza in questo tipo di eventi, e lo si capisce da tanti aspetti: controlli veloci e ben organizzati, una tensostruttura davvero grande ed adeguata ai numeri dell’evento (circa 10000 persone – l’evento era SOLD OUT), una “zona servizi” ben fornita, con parecchia scelta tra le cose da mangiare e bere ecc. ecc.

Mi ha particolarmente colpito positivamente la scelta di installare la tensostruttura su un lieve declivio del parco, in modo da poter dare una buona visibilità del palco anche agli spettatori nelle retrovie. Un scelta davvero intelligente ed azzeccata.


La giornata musicale parte alle 13:00 ed il lineup è sicuramente appropriato per il tema dell’evento, con Progressive/Tech House e Techno al centro di questo lungo pomeriggio musicale.

Inizia quindi il Britannico Phonix e segue Alan Fitzpatrick che con i loro Dj Set fanno subito un bel “warm up” della platea con musica energetica e ritmi sostenuti.

A seguire, verso le 17.00, la prima esibizione che attendevo ovvero quella di Cristoph, un DJ e Producer già attivo da parecchi anni ma che quest’anno sta avendo un grande successo con “Breathe” brano prodotto insieme ai connazionali CamelPhat, che infatti ha riscosso grande entusiasmo tra il pubblico anche in questa occasione.

Molto bravo Cristoph e molto bravi anche Alan Fitzgerald e Tiga, che con il loro B2B hanno progressivamente fatto salire l’energia sino alle 20:00, quando c’é stato uno stop di mezz’oretta in preparazione allo show di Prydz.


L’attesa sale ed esplode in un boato dal pubblico quando la musica inizia e si illumina per la prima volta il megaschermo semitrasparente che comincia a mostrare le prime immagini dello show, e l’applauso sale ancora di più quando una luce dietro allo schermo ne fa improvvisamente apparire il “direttore d’orchestra” : è lui, Eric Prydz!

Lo show comincia ed è un flusso ininterrotto di musica, luci, immagini ed energia come non avevo mai visto prima. Prydz comincia da brani targati Pryda, con tracks come “The End is Just The Beginning” o “Sweet Genesis” tra le migliori della prima ora di spettacolo, passando poi alle sonorità più intense della Techno di Cirez D, e proponendo complessivamente ben 7 IDs, che fanno ben sperare per l’uscita di nuova musica molto presto.

Prydz si può permettere anche di evitare il facile hype delle sue grandi Hit mainstream, che infatti si sono limitate al dub di “Moody Mondays” e alla track finale “Every Day”, per rimanere centrato sul suo messaggio audiovisuale fatto di melodie, drop attese ed immense, ologrammi che stupiscono ad ogni apparizione e luci semoventi hi-tech che scendendo e salendo modificano lo spazio della scena, creando atmosfere sempre diverse e suggestive.

Lo spettacolo è fluido, mai noioso e sorprendente brano dopo brano . È una formula che Prydz costruisce e perfeziona ormai da 10 anni nei suoi “concept-show” EPIC e HOLO, pioniere ed evolutore di un genere di intrattenimento ben diverso dal classico festival EDM. Lo rivedremo presto in azione, con un anticipo della “next generation” del suo show chiamata VOID al Creamsfield 2019, nonche con il nuovo EPIC HOLOSPHERE al Tomorrowland.

Il finale è grandioso, con una epica versione di “Every Day” che ha liberato uno dei più classici “cori da stadio” Inglesi, ma io ho particolarmente apprezzato il momento più toccante vissuto qualche minuto prima, quando Prydz ha ricordato con un bellissimo ologramma James Lillo, un suo grande fan stroncato dal cancro a cui ha dedicato un brano che porta il suo nome.


Si tratta del mio primo Prydz, quindi non ho precedenti esperienze dei suoi shows, ma credo senza alcun dubbio di aver assistito ad una performance speciale, ad uno show che è il risultato di visione e determinazione nel realizzarla, uno show curato nei minimi dettagli che fa ben capire perchè Eric Prydz ormai sia considerato uno tra i più grandi artisti di sempre del settore. Un innovatore che non ha ancora finito stupirci, e vi garantisco che di stupore sotto quella cupola ce n’era tanto. Sopratutto il mio.

N.B. Ho realizzato alcuni brevi video, purtroppo non eccellenti, per catturare almeno un pò l’atmosfera di quella serata. Vi dirò sinceramente che però ho preferito guardare e fissare nella mia memoria uno spettacolo che è stato davvero oltre le mie aspettative e che non dimenticherò facilmente.

Stefano Penzo

Appassionato di Musica Dance ed elettronica vecchia e nuova e della tecnologia applicata al mondo musicale. "Bedroom DJ" per pura passione, provo a fare il Blogger! Sono su Google+ e Facebook!

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